Probabilmente è impossibile stabilire con precisione anno e luogo di nascita del primo
locale da ballo (da cui ha origine il fenomeno
discoteca). Sin dai primi decenni del secolo esistevano luoghi pubblici dove centinaia di giovani si ritrovavano per passare delle belle serate.
Serate che iniziavano e finivano presto (in confronti agli orari attuali!), con la possibilità di ascoltare e ballare le canzoni (proposte da vere e proprie band musicali!) più belle del momento e tanta voglia di fare nuove amicizie. Le caratteristiche di questi
locali erano radicalmente differenti rispetto alle
discoteche attuali; in particolar modo non era ancora nata la figura del dj e di impianti audio/luci non vi era neanche l'ombra.
Il primo, in ordine di tempo, elemento che portò alla nascita delle
discoteche moderne va ricercato nel clima di terrore vissuto in Europa in periodo di dominio nazista. L'odio che separava tedeschi ed americani aveva portato, in diversi paesi europei fra i quali la Francia, ad una demonizzazione dei costumi e dei valori di diretta emanazione USA. La musica jazz rientrava nella più profonda tradizione statunitense e, di conseguenza, fu vietata la diffusione delle canzoni che rientravano in questa favolosa categoria musicale.
L'impossibilità di ascoltare questo genere musicale nei
locali pubblici spinse gli appassionati del genere a ritrovarsi in semi clandestinità per ascoltare brani musicali incisi su vinile. All'epoca questo fatto non fu visto come rivoluzionario ma era la prima volta che gruppi di persone si riunivano per ascoltare e ballare musica registrata.
Non erano ancora comparsi i dj ma si erano poste le basi per quel lungo processo che ha portato alla quasi totale eliminazione delle band musicali dai locali da ballo.
Dalla Francia agli USA, l'idea di organizzare feste animate da musica registrata iniziò a prendere piede fino ad assistere, nei primi anni '60, alla nascita della prima
discoteca moderna in quel di New York. Il primo dj fu Hyatt Magro, uno dei camerieri del locale! Inizio quasi imbarazzante per la più grande rivoluzione che abbia colpito il modo di concepire il divertimento notturno.
Tuttavia la metropoli di New York, fin dai primi anni '70, presentava un intreccio di elementi fondamentali (stravolgimento dei costumi nella sfera sessuale, ingresso nel mercato del consumo musicale di minoranze etniche fino ad allora emarginate, diffusione di droghe in ampi strati sociali, ecc.) nel generare una rivoluzionaria cultura dance che da lì a pochi anni invase l'America intera. Tra il 1970 ed il 1975 diversi locali americani iniziarono a replicare le serate dei clubs di New York e la
disco music (forma quasi primordiale dell'attuale "house music") si affermò rapidamente come fenomeno di massa. Dj's e produttori discografici diventarono veri e propri miti che, grazie ad invenzioni e colpi di genio (quali l'invenzione del discomix), portarono all'esplosione del settore remixing all'interno dell'industria discografica. Fu proprio il decennio 1970/1979 che vide esplodere il fenomeno, sociale ancor più che musicale, della "
disco music" con profonde trasformazioni nelle abitudini notturne di gran parte del mondo occidentale.
Nel 1977 il film "Saturday Night Fever" ("La febbre del sabato sera"), oltre a lanciare un giovanissimo John Travolta, trasformò la "
disco music" in una moda che travolse un'intera generazione di giovani americani ed europei. Oltre alla figura del dj, i clubs americani degli anni'70 lasciarono in eredità altre figure professionali fino ad allora sconosciute: animatori, cubiste, pr, light jockey, vocalist e designer di
locali. In definitiva, alla fine degli anni '70 la
discoteca, come conosciuta dalle nuove generazioni, era già pienamente sviluppata.
La crescita del settore
discoteche procedette di pari passo con l'affermarsi della
disco music, genere musicale che portò al successo diversi artisti quali Barry White, i Bee Gees, Donna Summer, Gloria Gaynor, i Village People e tanti altri.
Storia discoteche
Storia discoteche Italia
Storia discoteche Riccione
Storia discoteche Rimini